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Corona virus: ancora un decreto

Corona virus: ancora un decreto

Tre decreti in una settimana, quattro da inizio mese, tutti sullo stesso argomento. Questo la dice lunga sulla difficoltà di arginare il virus e, purtroppo, anche sulla difficoltà di certe persone a recepire che sulla salute non si scherza. Nel suo discorso il Presidente del Consiglio non lo ha detto espressamente ma è ovvio che le restrizioni agli spostamenti non necessari riguardano in particolar modo l’esodo di quelle migliaia di persone che, venute a conoscenza dal mattino successivo ci sarebbero state delle nuove limitazioni nelle zone a rischio, sono fuggite all’improvviso, ammassandosi su treni e bus, preoccupandosi solo per se stessi e senza pensare al danno che avrebbero potuto arrecare a chi gli stava vicino, parenti compresi. Altro riferimento, stavolta non proprio velato, alla “movida” cioè quelle persone che non riescono proprio a rinunciare ad andare a “vivere” anche se per strada ormai non si vede un cane. Il problema è che se certe persone non capiscono che la salute è un bene comune, allora gli va fatto capire restringendo le libertà, e questo ovviamente penalizza soprattutto chi non se lo merita.

Altri argomenti del nuovo decreto, sono il blocco della serie A di calcio, prolungamento della chiusura di scuole e università fino al 3 aprile, divieto di assembramento, bar e ristoranti chiusi dalle 18:00 e spostamenti limitati alla sola, inderogabile necessità.

Anche a Torrenieri, si risente ovviamente di tutte queste restrizioni. E’ saltata la festa della donna e le serate danzanti all’Etoile, fermo il calcio e la polisportiva ha annunciato anche la chiusura della palestra, la parrocchia ha sospeso tutte le attività previste nel bollettino di marzo e anche la Pro Loco ha dovuto assoggettarsi alle restrizioni che la riguardano.

Proponiamo quindi di seguito una raccolta dei documenti che siamo riusciti a reperire e che riguardano più direttamente la nostra comunità e che si sono susseguiti in questi giorni concitati. Potete vedere e confrontare fra di loro gli ultimi 3 decreti della Presidenza del Consiglio, o leggere e scaricare quelli che il Comune e le Associazioni di settore hanno disposto su quanto di loro competenza. Inoltre, se qualcuno ne avesse bisogno, è possibile stampare anche il modulo di autocertificazione per gli spostamenti e i vademecum del Ministero della Salute sulle corrette norme di comportamento e “cosa fare se…”.

Un’ultima nota per spiegare come funziona l’autocertificazione per gli spostamenti.

Per limitare gli spostamenti, con esenzione di quelli assolutamente necessari, sono stati disposti controlli sui mezzi pubblici, autobus e treni da parte di Polfer e polizie locali, controlli in ingresso e uscita dalle stazioni e dagli aeroporti anche con l’ausilio della protezione civile, nonché posti di blocco stradali da parte do polizia e carabinieri. Il modulo allegato in questo articolo serve appunto per autodichiarare che lo spostamento è necessario e chi lo fa se ne assume la responsabilità, anche penale, qualora contravvenga alle disposizioni emanate. Ne esiste una versione del 9 marzo che fa riferimento al DPCM dell’8 (quella che si trova su tutti i giornali, in cui sono riportate ancora le aree della zona rossa) e una aggiornata il 10 marzo a cura del Ministero dell’Interno (quella che abbiamo pubblicato noi) che fa riferimento al DPCM del 9. Dovrebbero andare bene tutte e due, comunque la nostra la potete anche stampare cliccando sul link. Se non avete un modulo a portata di mano quando vi fermano è probabile che vi invitino a compilarne uno direttamente in loro presenza. Le pene prevedono fino a 3 mesi di carcere e 206 euro di ammenda per chi non rispetta le norme, ma possono avere conseguenze ben più gravi laddove si prefigura la possibilità di omicidio colposo come per chi, sapendosi positivo, fugge dalla quarantena.

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