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Come giocavano i nostri nonni?

Come giocavano i nostri nonni?

Un Salto nel Tempo: il Fascino dei Giochi di Una Volta

Avete mai desiderato fermare l’orologio e scendere in un’epoca dove la fretta non esisteva? Domenica 17 Maggio il nostro paese si trasformerà in un set a cielo aperto per “Prossima Stazione… Torrenieri” la rievocazione ottocentesca della nostra storia.

L’atmosfera sarà magica fin dal primo istante: il fischio potente di una locomotiva a vapore annuncerà l’inizio dei festeggiamenti. Tra sbuffi di fumo bianco e il ritmo ipnotico dei pistoni, passeggeri in abiti d’epoca – tra cappellini piumati, gilet di lana e orologi da taschino – scenderanno dalle carrozze in legno, riportandoci direttamente all’inizio del secolo scorso.

Da sempre parte integrante della festa sono i giochi di una volta, pazientemente ricreati dal nostro compaesano Massimo Armini, “Pippo” per gli amici. Per tutta la domenica una parte del piazzale della Stazione ospiterà una collezione di questi giochi, ricostruiti artigianalmente.

Si tratta di giochi semplici: i giochi dei nostri nonni. Dimenticate telecomandi, schermi e batterie; qui la sfida si gioca con il legno, la corda e tanta fantasia. E vi accorgerete che non ci si diverte solo a guardare, ma soprattutto a partecipare.

È incredibile vedere come un semplice pezzo di legno e un po’ di spago riescano a unire generazioni diverse. Non c’è gap generazionale quando si tratta di colpire un barattolo, far girare una trottola o centrare un buco con la pallina.

È un divertimento che non ha età. La bellezza di questi giochi è la loro capacità di livellare il tempo. Vedrete nonni spiegare ai nipotini il “trucco” e genitori sfidarsi con la stessa foga dei più piccoli. È un invito a riscoprire la socialità vera attraverso la semplicità del gioco. Per divertirsi davvero, a volte, basta guardarsi indietro.

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