Fine anno blindato

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La Toscana verso la zona arancione

Fermi restando i limiti delle restrizioni di fine anno la Toscana potrebbe tornare nella zona arancione, con buone speranze di entrare in quella gialla prima delle festività natalizie. “La Toscana ha già dati fra zona gialla e arancione“, ha detto il presidente di Regione Eugenio Giani, “chiuderemo la settimana con 5-6 mila contagiati rispetto ai 16 mila registrati nel corso della prima settimana di novembre” ha concluso, sperando in un passaggio ulteriore al giallo per domenica 13 dicembre. Per il momento il salto in arancione permetterebbe alla Regione di uscire dalla zona a più alto pericolo epidemiologico ma non consentirebbe ancora ai cittadini gli spostamenti fuori dal proprio Comune. Il Presidente del Consiglio Conte, visto che l’indice RT nazionale è sceso al di sotto di 1, si dichiara ottimista sulla possibilità di riuscire ad avere tutte le regioni in zona gialla per Natale. Ciò non esime comunque dalle limitazioni dell’ultimo decreto.

Le limitazioni delle festività natalizie

L’ultimo DPCM del Governo che entra in vigore dal 4 dicembre 2020, sarà valido fino al 15 gennaio 2021, ma alcune misure più restrittive saranno limitate solo al periodo delle festività natalizie.

Il coprifuoco

Dal 4 dicembre al 6 gennaio confermato il coprifuoco in tutta Italia dalle 22 alle 5 di mattina, mentre a Capodanno il coprifuoco sarà fino alle 7.

Uscire di casa durante l’orario di coprifuoco è consentito solo per comprovati motivi di lavoro, di salute o di necessità. In assenza di questi, scattano multe che vanno dai 400 ai 1.000 euro.

Per consentire a tutti di rispettare il coprifuoco, l’orario della messa della Vigilia potrebbe essere anticipato alle 20, anche se la Conferenza Episcopale ha già raccomandato alle diocesi di tenere celebrazioni durante tutta la giornata in modo da permettere ai fedeli di partecipare alle messe in modo scaglionato.

Spostamenti

Dal 21 dicembre fino al 6 gennaio non ci si potrà spostare in altre regioni neppure se in fascia gialla, neanche per raggiungere le seconde case. Il divieto di spostamento si fa più forte nei giorni 25, 26 dicembre e 1° gennaio: nessuno spostamento tra Comuni diversi sarà consentito. Diversamente il rientro al luogo di residenza o domicilio sarà sempre consentito anche se in fascia arancione o rossa e che, tra le motivazioni di necessità, si include anche il prestare assistenza alle persone non autosufficienti.

Alcuni nostri compaesani hanno familiari o parenti all’estero. Dovrà fare il tampone obbligatorio chi rientra in Italia prima del 20 dicembre, da uno di questi Paesi: Belgio, Francia e suoi possedimenti, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna (inclusi territori nel Continente africano), Regno Unito e Irlanda del Nord. Viceversa chi si recherà fuori dall’Italia sarà costretto alla quarantena obbligatoria per 10 giorni al suo rientro. Questa misura, che sarà in vigore dal 21 dicembre fino al 6 gennaio, serve a disincentivare gli spostamenti internazionali.

Pranzi e cenoni durante le festività

Non è stato fatto alcun accenno a quante persone potranno partecipare al cenone del 24, o quello di fine anno, o al pranzo di Natale. Conte in proposito ha dichiarato che “in uno Stato libero e democratico è impossibile entrare nelle case e dire quante persone siedono al tavolo”. Quindi nessun numero raccomandato di persone a tavola, ma un caldo invito a non ricevere a casa persone non conviventi, indipendentemente dal fatto che questi siano parenti stretti.

Negozi, bar, ristoranti e alberghi

Nessuna variazione per bar e ristoranti. Se ci troviamo già in zona gialla è consentito il consumo al tavolo dalle 5 alle 18 tutti i giorni, ma non oltre 4 persone allo stesso tavolo purché conviventi. Se ci si alza dal tavolo è obbligatoria la mascherina. Dopo le 18 è ammessa la vendita da asporto fino alle 22 ma è vietato il consumo di cibo nei dintorni del locale. Il 25 e 26 dicembre e l’1 e 6 gennaio i ristoranti possono essere aperti a pranzo; se invece siamo ancora in zona arancione o rossa, ristoranti e bar sono aperti dalle 5 alle 22 solo per l’asporto, anche nei 4 giorni festivi, mentre l’attività di consegna a domicilio rimane sempre garantita.

Gli alberghi restano aperti, ma non si potranno organizzare cene, feste e veglioni, neppure per i propri clienti. Anche per loro il servizio al tavolo sarà vietato la sera del 31 dicembre, e verrà consentito solo il servizio in camera.

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