Con due ruote sugli sterrati di casa nostra

di Alberto Cappelli

Il mese di marzo 2019 in Terra di Siena sarà ricordato sopratutto per l’attività ciclistica, sia professionale che amatoriale, che ha interessato ed interesserà ancora le strade della nostra zona.

Tutto è iniziato sabato 9 marzo, quando si è corsa la Strade Bianche 2019, classica per professioniosti  giunta alla sua 13a edizione,  partita dalla Fortezza Medicea di Siena  e conclusasi nella suggestiva  Piazza del Campo

Sempre più numerosi gli iscritti, in particolare di nazionalità straniere, che sui 63 km di strade bianche suddivisi in otto settori  (il 34,2% del percorso), ma non solo su quelle, hanno dato vita ad una gara entusiasmante che ha visto prevalere, dopo una spettacolare lotta sulla salita di Fontebranda il francese Julian Alaphilippe, sul danese Jakob Fuglsan;  terzo la stella del ciclocross, il belga Wout Van Aest.

Il 15 marzo, provenendo da Buonconvento è transitata da Torrenieri la terza tappa della Tirreno-Adriatico, la Pomarance-Foligno.

Il 31 di questo mese vi sarà un altro grande appuntamento di rilevanza internazionale con la Gran Fondo New York Italia di ciclismo amatoriale maschile e femminile; verrà disputata l’unica tappa italiana la Torrita di Siena- Montepulciano di 108 km, dei quali 27 su strade bianche. Sono già iscritti oltre 1000 partecipanti, ma ne sono attesi 3000, provenienti da 30 paesi di quattro continenti.

I Comuni di Torrita di Siena e di Montepulciano si sono accordati con la Toscana Promozione Turistica della Regione per ospitare questa manifestazione anche per il 2020 ed il 2021.

L’itinerario, dopo la partenza da Torrita, toccherà Montefollonico, Montisi, Trequanda, San Giovanni d’Asso e Torrenieri, e da qui, attraversando ancora Montefollonico, L’Osteria del Noce e di nuovo Torrita arriveranno intorno a mezzogiorno nella Piazza Grande di Montepulciano.

Il marzo senese 2018 propone un buon programma che promuove e sviluppa l’attività ludica che da sempre fa parte del patrimonio genetico dell’uomo.

Inizialmente l’uomo si è limitato a prove di forza, alla corsa ed alla lotta, ma subito. dopo ha ricercato l’ausilio di animali – in particolare degli equidi – con i quali ha corso e cacciato – anche con veicoli trainati dagli stessi.

Quando é stata inventata la biclietta, definita cavallo d’acciaio, questa, da subito, é stata utilizata oltre che come mezzo di trasporto, anche come strumento per gare sportive.

Nel mondo le prime competizioni ciclistiche furono organizzate fra la fine dell’800 ed i primi del ‘900. All’inizio prevalsero i Giri delle varie nazioni europee. La gioventù maschile di Torrenieri apprezzò subito questo nuovo sport, anche nella versione agonistica. Ricordo di aver visto, prima che fossero dispersi dagli eventi bellici, alcuni diplomi rilasciati ai vincitori ed ai meglio classificati, in gare effettuate in Torrenieri dalla gioventù locale a fine ‘800 ed ai primi anni del ‘900.

Il Giro d’Italia non tardò ad interessare le nostre zone e transitare da Torrenieri. La carovana pubblicitaria che, come oggi, accompagnava la gara e che già veniva definita rosa esercitò sui nostri genitori un gran fascino, al pari dei ciclisti, di cui i migliori giornalisti ( ma anche scrittori famosi) ne esaltavano le gesta.

Nella seconda metà degli anni venti e fino al 1929 la locale Società Sportiva organizzò una gara per dilettanti, la Coppa Torrenieri, che divenne una classica nazionale. I corridori, sempre oltre il centinaio, venivano ospitati dalle famiglie per la carenza di strutture ricettive.

La nostra zona ha avuto ciclisti dilettanti di buona fama. Fra tutti va ricordato Lidio Antonini, detto Colombo di Torrenieri. Memorabili furono i duelli per contendersi la vittoria con corregionali, quali  Bizzi, Bini ed altri ancora.

Dalla vicina Cosona si farà notare – anche se per poco tempo perché la sua carriera fu interrotta dalla guerra, Ivo Bartoli, mentre nel dopoguerra sarà un dilettante di Celamonti – il Lorenzoni – a rinverdire la fama locale.

Alcuni giovani di Torrenieri, con scarso successo, tentarono di imitarlo, ma desistettero presto. Nello stesso periodo una discreta carriera fra i dilettanti, invece l’ha avuta Nello Riccucci, che rimase nell’agone sportivo per tanti anni.

Alla fine degli anni ’60 Torrenieri vedrà emergere un nuovo campioncino, Nello Antonini, figlio di Colombo e di Tosca. Gareggiò aggiudicandosi tante vittorie nella categoria Giovanissimi e fu anche selezionato per partecipare a Sacile in provincia di Pordenone al  campionato italiano della categoria. 

Non possiamo, però dimenticare un grande ciclista professionista di questa terra, Primo Volpi. Era nato, primo di dieci figli, il 25 aprile 1916 nel podere Le Liti in comune di Castiglion d’Orcia, di proprietà dei conti Piccolomini-Clementini.

La famiglia, sempre più numerosa, costrinse il babbo Luigi a chiedere ai proprietari di affidargli un podere più grande  per poterla mantenere. Per questo motivo Primo, in età adolescenziale, seguì i suoi al podere Il Cerretello, sempre dello stesso proprietario, non distante da Torrenieri, situato su di un’altura posta sopra la sponda sinistra del torrente Asso.

         Nel crescere sviluppò un temperamento agonistico che lo indirizzò in un primo momento a gareggiare con buon successo nelle corse podistiche e  campestri, e successivamente nelle gare  ciclistiche.

Ma della lunga e brillante carriera di questo corridore ciclista valdorciano mi riprometto di parlarne più diffusamente e compiutamente in altra occasione.

  Dopo la citata Coppa Torrenieri la gare ciclistiche nel nostro paese non trovarono più organizzatori appassionati.

Nell’immediato dopoguerra, la domenica 11 luglio 1948, si svolse a Torrenieri una gara ciclistica alla quale presero parte anche due dilettanti senesi che avevano un gran seguito di tifosi, divisi in fazioni: il Bindi di Pienza ed il Gorini di Buonconvento. La gara si concluse, sul traguardo posto alle fonti vecchie, allo sprint fra questi due atleti. La vittoria fu assegnata al Gorini, per una gomma ed i numerosi sostenitori del Bindi, quasi tutti di Pienza, contestarono la giuria e dettero il via da una rissa colossale con gli avversari.

Per iniziativa di pochi appassionati, solo sul finire degli anni ’60 furono organizzate gare in occasione dei festeggiamenti patronali di Santa Maria Maddalena e nel 1969 in tale occasione fu corsa a Torrenieri la prova unica del campionato regionale della categoria allievi.

Nello stesso periodo Torrenieri fu sede di partenza di una tappa del Giro di Sardegna (che comprendeva sempre alcune tappe corse in continente), la Torrenieri-Roma: nell’occasione starter d’eccezione fu una gloria ciclistica locale, Primo Volpi.

Oggi nel ciclismo amatoriale tiene alto il nome di Torrenieri, Pinarello.

L’ 8 di marzo u.s., in una conferenza stampa a Siena è stato presentato il progetto Terre di Siena Slow (TSS) che prevede percorsi su  Strade Bianche per Cicloturisti, promosso dall’Amministrazione Provinciale di Siena, dal  Comune di Siena (Ente capofila), da 32 Comuni della Provincia, da Associazioni sportive locali quali il Bici Club Terre di Siena, l’Associazione ARI, la FIAB Siena e L’Eroica.

L’iniziativa si propone di valorizzare il territorio senese attraverso lo sviluppo e l’organizzazione di un progetto omogeneo destinato al cicloturismo ed alla mobilità dolce e prevede cinque tracciati, tre dei quali interessano anche Torrenieri, quali la Strade Bianche di 180 Km, la Francigena ciclabile di 110 Km da San Gimignano a Radicofani, L’Eroica di 200 Km.

Altri due tracciati prevedono Il Sentiero della Bonifica, 62 Km fra Chiusi e Arezzo che attraversa la Valdichiana senese e aretina lungo l’argine del Canale Maestro della Chiana e Il Gran Tour della Val di Merse 147 km che attraversano i Comuni di Monticiano, Murlo, Sovicille, Chiusdino, Radicondoli e Casole d’Elsa.

Vedremo se Torrenieri saprà cogliere queste opportunità per dare una necessaria scossa al paese.

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